Psoriasi: perché è essenziale un approccio globale e personalizzato

Psoriasi: approccio globale e personalizzato con alimentazione, microbiota, stress, sonno e supporto alla salute della pelle.

La psoriasi viene spesso considerata semplicemente una malattia della pelle. In realtà, è una patologia infiammatoria cronica immunomediata che può avere ripercussioni ben oltre le manifestazioni cutanee.

Colpisce circa il 2-3% della popolazione mondiale e può essere associata ad altre condizioni, tra cui artrite psoriasica, sovrappeso, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e alcune patologie cardiovascolari.

La psoriasi non è contagiosa e non dipende da una scarsa igiene. La sua comparsa deriva da una complessa interazione tra predisposizione genetica, sistema immunitario, fattori ambientali, microbiota intestinale e stile di vita.

Perché compare la psoriasi?

Nelle persone predisposte, diversi fattori possono favorire la comparsa o il peggioramento delle riacutizzazioni. Tra questi troviamo stress, alcune infezioni, fumo, consumo di alcol, sovrappeso, determinati farmaci e traumi della pelle.

Questi stimoli possono determinare un’attivazione eccessiva del sistema immunitario e un aumento della produzione di molecole infiammatorie chiamate citochine, tra cui TNF-α, IL-17 e IL-23.

A causa dell’infiammazione, il ricambio delle cellule cutanee accelera notevolmente. Un cheratinocita, che normalmente impiega circa 28 giorni per raggiungere la superficie della pelle, nella psoriasi può completare questo processo in soli 3-5 giorni.

Le cellule si accumulano quindi sulla superficie dell’epidermide, formando le tipiche placche ispessite e squamose.

Quali sono i principali sintomi?

La psoriasi può manifestarsi in modo diverso da persona a persona.

Le manifestazioni più frequenti comprendono placche rosse, ispessite e ben delimitate, ricoperte da squame biancastre. Possono essere presenti anche prurito, bruciore, tensione cutanea o dolore.

La pelle può diventare molto secca, fissurarsi e talvolta sanguinare. Anche le unghie possono essere coinvolte, con alterazioni come piccole depressioni, ispessimento o distacco della lamina ungueale.

Le zone più frequentemente interessate sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e parte bassa della schiena, anche se le lesioni possono comparire in qualsiasi area del corpo.

Quando sono presenti anche dolori articolari, gonfiore o rigidità, è importante rivolgersi al medico per valutare la possibile presenza di artrite psoriasica.

Il trattamento medico rimane fondamentale

La terapia dipende dalla forma di psoriasi, dalla sua estensione, dalla localizzazione delle lesioni e dall’impatto sulla qualità di vita.

Il dermatologo può prescrivere trattamenti topici, come corticosteroidi o analoghi della vitamina D, fototerapia, farmaci sistemici come metotrexato o ciclosporina, oppure farmaci biologici diretti contro specifiche citochine infiammatorie come TNF-α, IL-17 e IL-23.

Questi trattamenti rappresentano il riferimento principale per controllare l’attività della malattia, ridurre le riacutizzazioni e limitare il rischio di complicanze.

Micronutrizione, alimentazione e trattamenti complementari non devono mai portare alla sospensione o alla modifica di una terapia prescritta senza il parere del dermatologo.

Perché adottare un approccio globale?

La psoriasi è una patologia multifattoriale. Non dipende da un solo meccanismo, ma da diversi fattori che possono influenzarsi reciprocamente: infiammazione cronica, stress ossidativo, qualità del sonno, alimentazione, peso corporeo, salute metabolica, stress emotivo, attività fisica e microbiota intestinale.

Un approccio globale non ha l’obiettivo di “curare” autonomamente la psoriasi, ma di sostenere l’organismo, migliorare il benessere generale e intervenire su alcuni fattori che possono contribuire al mantenimento dello stato infiammatorio.

La strategia deve essere sempre personalizzata in base al terreno individuale, ai sintomi, agli esami, ai trattamenti in corso e alle eventuali patologie associate.

Asse intestino-pelle: una linea di ricerca promettente

Negli ultimi anni l’interesse scientifico nei confronti dell’asse intestino-pelle è aumentato notevolmente.

Il microbiota intestinale è costituito dall’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino. Quando è in equilibrio, partecipa alla digestione, al mantenimento della barriera intestinale e alla regolazione del sistema immunitario.

Al contrario, un’alterazione del microbiota, definita disbiosi, potrebbe favorire una compromissione della barriera intestinale e contribuire al mantenimento di alcuni meccanismi infiammatori.

Diversi studi hanno osservato differenze nella composizione del microbiota intestinale delle persone affette da psoriasi. Alcune ricerche suggeriscono inoltre che specifici probiotici, utilizzati in associazione alla terapia medica, potrebbero contribuire a migliorare determinati indici di gravità, la qualità di vita e alcuni marker infiammatori.

Questi risultati devono però essere interpretati con prudenza: non tutti i probiotici sono uguali e la loro efficacia dipende dai ceppi utilizzati, dalla quantità, dalla durata dell’integrazione e dalle caratteristiche individuali.

High Flora: sostenere l’equilibrio del microbiota

Nell’ambito di un percorso personalizzato, High Flora può essere preso in considerazione come supporto nutrizionale al microbiota intestinale.

La formulazione associa probiotici, cioè microrganismi vivi, e prebiotici, sostanze che rappresentano un substrato per i batteri intestinali benefici.

Questa combinazione può contribuire a sostenere l’equilibrio del microbiota, la barriera intestinale e il normale funzionamento del sistema immunitario.

High Flora non è un trattamento per la psoriasi e non sostituisce le indicazioni del dermatologo. Deve essere inserito in una strategia più ampia che comprenda alimentazione, stile di vita e monitoraggio medico.

È inoltre importante considerare la tolleranza digestiva individuale, perché in alcune persone l’introduzione troppo rapida di probiotici e prebiotici può provocare gonfiore o fastidio intestinale.

Sostenere la pelle dall’interno

Una pelle fragile può beneficiare di un apporto adeguato di proteine, acidi grassi essenziali, vitamine, minerali e antiossidanti.

L’integrazione deve tuttavia essere sempre adattata alle reali esigenze individuali. Una dose maggiore non significa necessariamente una maggiore efficacia, e alcuni nutrienti possono interagire con farmaci o essere sconsigliati in determinate condizioni.

Supernova e CollMag per sostenere la pelle dall’interno: collagene, vitamine, minerali e nutrienti per il benessere e la qualità della pelle.

CollMag

CollMag associa peptidi di collagene Fortigel®, quattro forme di magnesio, vitamina B6, inulina e rodiola.

Può essere interessante soprattutto quando il quadro generale è accompagnato da stanchezza, stress, tensioni muscolari o disagio articolare.

Il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. La vitamina B6 contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e al normale metabolismo energetico.

La rodiola e gli integratori contenenti estratti vegetali devono comunque essere utilizzati con attenzione, soprattutto in caso di terapia farmacologica, gravidanza, allattamento o patologie croniche.

Supernova

Supernova contiene, tra gli altri ingredienti, peptidi di collagene Verisol®, acido ialuronico, vitamina C, zinco, selenio, biotina, vitamina E e resveratrolo.

La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle. Zinco e biotina contribuiscono al mantenimento di una pelle normale, mentre vitamina E e selenio contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

L’acido ialuronico e i peptidi di collagene possono inserirsi in un percorso nutrizionale volto a sostenere idratazione, elasticità e qualità generale della pelle.

È importante ricordare, tuttavia, che al momento non esistono prove sufficienti per affermare che il collagene possa trattare direttamente la psoriasi o le placche psoriasiche.

Supernova deve quindi essere considerato un supporto nutrizionale alla pelle e non un trattamento della malattia.

Omega-3 nell’accompagnamento nutrizionale

Gli omega-3, in particolare EPA e DHA, intervengono in diverse vie biologiche coinvolte nella regolazione dei processi infiammatori.

Alcuni studi ne hanno valutato l’utilità nella psoriasi, con risultati variabili in relazione alla dose, alla durata dell’integrazione e alle terapie associate.

Gli omega-3 non sostituiscono le terapie dermatologiche, ma possono trovare spazio all’interno di un modello alimentare di tipo mediterraneo, ricco di pesce grasso, verdura, frutta, fonti di fibre, olio extravergine di oliva e frutta secca.

Particolare attenzione è necessaria in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, oppure prima di un intervento chirurgico.

Supreme Pelle Gel: idratare e proteggere la pelle fragilizzata

Supreme Pelle Gel BeHealth: gel barriera al collagene per idratare, proteggere e sostenere il comfort della pelle secca e fragilizzata.

Accanto al supporto nutrizionale, l’utilizzo regolare di un trattamento cosmetico adeguato può aiutare a contrastare la secchezza e migliorare il comfort cutaneo.

Supreme Pelle Gel di BeHealth Global è un gel contenente collagene solubile e acido ialuronico. La sua texture leggera è studiata per essere assorbita rapidamente senza lasciare una sensazione eccessivamente grassa.

Può contribuire a mantenere l’idratazione cutanea, migliorare la morbidezza della pelle e aumentare il comfort delle zone secche o fragilizzate.

In presenza di psoriasi, Supreme Pelle Gel non tratta l’infiammazione alla base della malattia e non sostituisce i trattamenti prescritti dal dermatologo.

Può essere utilizzato come supporto idratante complementare, se ben tollerato. È preferibile evitare l’applicazione su cute aperta, fissurata, essudante o infetta senza aver prima chiesto un parere sanitario.

In caso di bruciore intenso, forte arrossamento o peggioramento delle lesioni, è consigliabile sospendere l’utilizzo.

L’alimentazione può influenzare la psoriasi?

Nessun singolo alimento può curare la psoriasi o esserne automaticamente la causa.

Tuttavia, le abitudini alimentari possono influenzare lo stato infiammatorio generale, il peso corporeo, la salute cardiovascolare e il benessere digestivo.

Un’alimentazione di tipo mediterraneo rappresenta generalmente una buona base e privilegia alimenti poco trasformati, verdura, frutta, fonti di fibre, proteine di qualità, olio extravergine di oliva e pesce ricco di omega-3.

Ridurre il consumo di prodotti ultraprocessati, eccessi di zuccheri, alcol e grassi di bassa qualità può essere particolarmente utile soprattutto in presenza di sovrappeso o alterazioni metaboliche.

Le diete di esclusione molto restrittive non dovrebbero essere introdotte automaticamente. L’eliminazione del glutine, per esempio, è generalmente giustificata soprattutto in presenza di celiachia, sensibilità identificata o specifica indicazione medica.

Peso, stress e sonno contano

Il tessuto adiposo non rappresenta soltanto una riserva energetica: produce anche sostanze coinvolte nei processi infiammatori.

Nelle persone in sovrappeso o con obesità, una riduzione graduale e controllata del peso può contribuire a migliorare la salute metabolica e, in alcuni casi, anche la risposta ai trattamenti.

Lo stress è inoltre uno dei fattori scatenanti frequentemente riportati. Tecniche di respirazione, rilassamento, camminata, attività fisica adattata e supporto psicologico possono aiutare a gestirne meglio l’impatto.

Anche la qualità del sonno è importante. Un sonno insufficiente o disturbato può aumentare la stanchezza, alterare la regolazione dell’appetito e influenzare i processi infiammatori.

Un percorso realmente personalizzato

Una strategia globale può associare controllo dermatologico regolare, alimentazione equilibrata a orientamento antinfiammatorio, attività fisica adattata, gestione dello stress, sonno di qualità, sostegno del microbiota intestinale e, quando appropriato, micronutrizione mirata.

L’obiettivo non è assumere numerosi integratori, ma identificare le reali priorità della persona.

Una valutazione personalizzata permette di tenere conto della forma di psoriasi, dei sintomi digestivi, delle abitudini alimentari, dei trattamenti in corso, delle eventuali carenze, del peso, della stanchezza, del livello di stress e delle patologie associate.

In sintesi

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica complessa che richiede un adeguato monitoraggio medico.

La micronutrizione non sostituisce mai i trattamenti prescritti dal medico o dal dermatologo. Può però essere inserita all’interno di un approccio globale con l’obiettivo di sostenere la salute della pelle, l’equilibrio del microbiota intestinale, la protezione dallo stress ossidativo e il benessere generale.

Ogni protocollo deve essere individualizzato: ciò che può essere adatto a una persona può essere inefficace o poco tollerato da un’altra.

Soffri di psoriasi e vuoi comprendere meglio le esigenze del tuo organismo?

Attraverso una valutazione micronutrizionale personalizzata è possibile individuare i fattori che possono contribuire al mantenimento dell’infiammazione, degli squilibri digestivi, della stanchezza o del disagio cutaneo.

Insieme possiamo costruire una strategia adattata al tuo terreno, ai trattamenti che stai seguendo e al tuo stile di vita, sempre in affiancamento al percorso medico.

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