Gli integratori alimentari che associano vitamina D3 e vitamina K2 sono oggi sempre più diffusi. Questa combinazione viene talvolta presentata come indispensabile, al punto da far pensare che la vitamina D3 non possa essere correttamente assorbita o utilizzata senza la vitamina K2.
Ma è davvero così?
I dati scientifici disponibili invitano a una maggiore prudenza nell’interpretazione. La vitamina K2 non è indispensabile per l’assorbimento intestinale della vitamina D3, anche se queste due vitamine svolgono funzioni che possono risultare complementari in alcuni processi fisiologici, in particolare per quanto riguarda il metabolismo osseo.
Vediamo quindi cosa dice la scienza e come interpretare, in questo contesto, la presenza di vitamina D in un nutraceutico come Suprême Ossa e Articolazioni.
La vitamina D3 è una vitamina liposolubile
La vitamina D3, chiamata anche colecalciferolo, appartiene alla famiglia delle vitamine liposolubili.
Ciò significa che le condizioni del pasto possono influenzarne l’assorbimento intestinale.
Diversi studi hanno valutato l’effetto dell’alimentazione e della presenza di grassi sull’assorbimento della vitamina D.
Uno studio di Mulligan e Licata ha osservato un aumento delle concentrazioni ematiche di 25-idrossivitamina D [25(OH)D] quando la vitamina D veniva assunta durante il pasto principale della giornata.
Un altro studio randomizzato pubblicato nel 2015 ha mostrato che la presenza di grassi nel pasto può aumentare l’assorbimento della vitamina D3 rispetto a un pasto privo di grassi.
Come assumere la vitamina D3 nella pratica?
Può quindi essere utile assumere la vitamina D3 durante o subito dopo un pasto che contenga naturalmente una fonte di grassi, ad esempio:
- olio extravergine d’oliva;
- avocado;
- uova;
- noci e mandorle;
- semi;
- pesce grasso.
Non è necessario consumare un pasto particolarmente ricco di grassi. È sufficiente che il pasto ne contenga una quantità fisiologica.
La vitamina K2 è indispensabile per assorbire la vitamina D3?
No.
La vitamina K2 non è necessaria per l’assorbimento intestinale della vitamina D3.
La vitamina D può quindi essere assorbita e svolgere le proprie funzioni fisiologiche anche senza un’integrazione sistematica di vitamina K2.
È importante distinguere due concetti spesso confusi:
l’assorbimento della vitamina D3 e le funzioni biologiche complementari delle vitamine D e K nell’organismo.
Perché allora vitamina D3 e K2 vengono spesso associate?
Vitamina D e vitamina K partecipano entrambe a meccanismi coinvolti nella salute delle ossa, ma svolgono funzioni differenti.
La vitamina D contribuisce:
- al mantenimento di ossa normali;
- al mantenimento della normale funzione muscolare;
- al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo;
- al mantenimento di normali livelli di calcio nel sangue.
Si tratta di indicazioni sulla salute ufficialmente autorizzate a livello europeo.
La vitamina K, invece, contribuisce:
- al mantenimento di ossa normali;
- alla normale coagulazione del sangue.
Esiste quindi una complementarità fisiologica tra vitamina D, vitamina K e metabolismo osseo.
Ma complementarità non significa obbligatorietà.
Le evidenze attualmente disponibili non permettono di affermare che ogni persona che assume vitamina D debba necessariamente aggiungere anche vitamina K2.
D3 + K2: un’associazione possibile, ma non automatica
In alcuni contesti nutrizionali può essere interessante associare vitamina D3 e vitamina K2.
Tuttavia, la scelta dovrebbe essere personalizzata.
È importante tenere conto di:
- alimentazione;
- età;
- stato della vitamina D;
- salute ossea;
- eventuali patologie;
- farmaci assunti;
- altri integratori utilizzati;
- indicazioni del medico o del professionista sanitario.
È quindi meglio evitare un ragionamento troppo semplicistico del tipo:
“Assumo vitamina D, quindi devo necessariamente assumere anche vitamina K2.”
Attenzione alla vitamina K in caso di terapia anticoagulante
Questo è un punto particolarmente importante.
L’integrazione di vitamina K richiede particolare prudenza nelle persone che assumono alcuni farmaci anticoagulanti, soprattutto gli antagonisti della vitamina K.
Il NIH sottolinea l’importante interazione tra vitamina K e farmaci come il warfarin e altri medicinali appartenenti alla stessa classe, tra cui l’acenocumarolo.
In questi casi, un integratore contenente vitamina K o vitamina K2 non dovrebbe essere aggiunto autonomamente senza averne prima parlato con il medico o con il professionista sanitario che segue la terapia.
E Suprême Ossa e Articolazioni in tutto questo?
Quando si analizza un nutraceutico, è fondamentale non fermarsi alla semplice presenza di un ingrediente nella lista.
Bisogna valutare soprattutto le quantità realmente apportate dalla dose giornaliera.
Nella formulazione di Suprême Ossa e Articolazioni considerata qui, una dose giornaliera di 9 g apporta:
- 7 g di collagene idrolizzato;
- 388 mg di calcio, pari a circa il 50% dei VNR;
- 2,5 µg di vitamina D, equivalenti a 100 UI e al 50% dei VNR riportati in etichetta.
Queste 100 UI di vitamina D devono quindi essere interpretate nel contesto dell’intera formulazione.
Suprême non è principalmente un integratore di vitamina D
La presenza della vitamina D in Suprême non significa che il prodotto rappresenti da solo una supplementazione di vitamina D adatta a ogni situazione.
Il suo interesse nutrizionale va considerato nel contesto della formula complessiva, che associa:
collagene idrolizzato + calcio + vitamina D.
La vitamina D contribuisce:
- al normale assorbimento e utilizzo del calcio e del fosforo;
- al mantenimento di normali livelli di calcio nel sangue;
- al mantenimento di ossa normali;
- al mantenimento della normale funzione muscolare.
Anche il calcio contribuisce:
- al mantenimento di ossa normali;
- alla normale funzione muscolare.
Questa associazione risulta quindi coerente dal punto di vista nutrizionale, senza che sia necessario affermare che la vitamina K2 sia indispensabile per l’assorbimento delle 100 UI di vitamina D presenti nella formula.
Bisogna aggiungere vitamina K2 quando si assume Suprême?
Non automaticamente.
Il semplice fatto che un prodotto contenga vitamina D non costituisce, da solo, un’indicazione ad assumere anche vitamina K2.
La decisione dovrebbe invece dipendere dal contesto individuale:
- alimentazione;
- stato della vitamina D;
- età;
- salute delle ossa;
- esposizione solare;
- farmaci assunti;
- altri integratori utilizzati;
- eventuali raccomandazioni mediche.
È inoltre importante sommare tutte le fonti di vitamina D assunte durante la giornata.
Una persona, ad esempio, potrebbe assumere contemporaneamente Suprême, un multivitaminico e un integratore specifico di vitamina D.
In questo caso, è la quantità totale giornaliera proveniente dall’insieme dei prodotti che deve essere presa in considerazione.
E se una persona presenta una carenza di vitamina D?
Questa è una situazione diversa.
Una persona che presenta un’insufficienza o una carenza documentata di vitamina D può necessitare di una supplementazione specificamente adattata.
In questo caso, le 100 UI contenute in una dose di Suprême devono essere incluse nel calcolo dell’apporto giornaliero totale, ma non permettono da sole di stabilire la quantità di vitamina D necessaria per correggere una carenza.
La strategia deve essere valutata considerando:
- il quadro clinico;
- gli apporti alimentari e integrativi;
- i fattori di rischio individuali;
- e, quando indicato, il valore ematico della 25-idrossivitamina D [25(OH)D].
Le raccomandazioni 2024 dell’Endocrine Society sottolineano inoltre la necessità di distinguere le situazioni cliniche specifiche dallo screening e dall’integrazione sistematica nelle persone adulte sane.
Vitamina D3 e K2: cosa ricordare?
1. La vitamina K2 non è indispensabile per l’assorbimento della vitamina D3
La vitamina D3 può essere assorbita anche senza vitamina K2.
2. La vitamina D3 è liposolubile
Assumerla durante un pasto che contiene una fonte di grassi rappresenta una strategia pratica coerente con i dati scientifici disponibili.
3. Vitamina D e vitamina K svolgono alcune funzioni complementari
Questa complementarità può essere interessante in alcuni contesti, soprattutto per il metabolismo osseo, ma non significa che la K2 debba essere assunta sistematicamente insieme alla vitamina D.
4. Attenzione in caso di terapia anticoagulante
Chi assume farmaci antagonisti della vitamina K deve evitare di aggiungere autonomamente vitamina K o K2 senza consiglio medico.
5. Suprême apporta 100 UI di vitamina D per dose
Questa quantità deve essere considerata nell’ambito della formulazione completa, che apporta anche 388 mg di calcio e 7 g di collagene idrolizzato.
6. In caso di carenza di vitamina D il ragionamento cambia
Una carenza documentata richiede una valutazione specifica e una supplementazione personalizzata in funzione del contesto individuale.
Conclusione
L’associazione vitamina D3 + vitamina K2 viene spesso presentata come indispensabile, ma la realtà scientifica è più sfumata.
La vitamina D3 non necessita della vitamina K2 per essere assorbita.
Essendo una vitamina liposolubile, può invece essere utile assumerla nel contesto di un pasto contenente una fonte di grassi.
Vitamina D e vitamina K partecipano entrambe a processi coinvolti nella salute ossea, ma questo non significa che ogni integrazione di vitamina D debba necessariamente essere accompagnata da vitamina K2.
Per quanto riguarda Suprême Ossa e Articolazioni, le 100 UI di vitamina D apportate dalla dose giornaliera devono essere interpretate all’interno della formula complessiva, che comprende anche 388 mg di calcio e 7 g di collagene idrolizzato.
In micronutrizione l’obiettivo non dovrebbe essere quello di accumulare automaticamente più integratori, ma di personalizzare gli apporti in funzione dell’alimentazione, del profilo individuale, degli eventuali farmaci, degli esami quando indicati e delle reali necessità della persona.
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del medico, una diagnosi o una prescrizione personalizzata.
Riferimenti scientifici
- Cavalier E, et al.
Meal conditions affect the absorption of supplemental vitamin D3 but not the plasma 25-hydroxyvitamin D response to supplementation.
Journal of Bone and Mineral Research. 2013 : https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23427007/ -
Mulligan GB, Licata A.
Taking vitamin D with the largest meal improves absorption and results in higher serum levels of 25-hydroxyvitamin D.
Journal of Bone and Mineral Research. 2010;25(4):928–930 : https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20200983/
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